SIMBIOSI UMANITA' - PIANETA
Immaginiamo che qualcuno un giorno ci faccia dono di un bellissimo giardino, che si estenda tanto da non vederne i confini, fino all'orizzonte, percorso da limpidi torrenti che sfociano in specchi d'acqua trasparente e purissima, adorno di essenze arboree di tutte le specie, di fiori colorati e profumati e popolato da innumerevoli animali.
Immaginiamo inoltre di trovarlo impreziosito con capolavori architettonici ed artistici di estasiante bellezza, di opere di ingegneria che funzionano sfruttando i meccanismi delle leggi della fisica senza l'apporto di altre energie.
Unica condizione posta per disporre di questo dono è di prendersene cura.
Adesso proviamo a mettere in relazione questa fantasia con la nostra realtà, non è difficile identificare nel bellissimo giardino il pianeta Terra quando era agli albori dei tempi, altrettanto facile è riconoscere nei capolavori architettonici, artistici e di ingegneria l'eredità che ci è stata lasciata dai popoli antichi (Greci, Egizi, Etruschi, Romani, Babilonesi, Celti ecc..), dovrebbe allora anche essere scontata una riflessione sulla condizione che era stata posta per disporre del dono… il prendersene cura…. ma a ben guardare forse questa riflessione non è una priorità della società contemporanea, i fatti di attualità parlano di vari disastri ambientali e sociali.
Che cosa non ha funzionato? Come ci siamo arrivati a questo declino, come è stato possibile saccheggiare il giardino invece di prendersene cura?
Se guardiamo al passato vediamo gli antichi Greci prima e gli artisti del rinascimento poi che realizzano architetture ed opere d'arte seguendo le regole matematiche, che sono direttamente collegate ai rapporti geometrici delle forme della natura (come la spirale dei gusci delle conchiglie, dell'interno dei frutti, il pentagono nelle foglie delle piante, nei petali dei fiori ecc…..), vediamo opere di ingegneria come la rete di raccolta delle acque della città di Petra nel deserto della Giordania, dove i Nabatei sfruttavano la raccolta della rugiada notturna tramite il fenomeno della condensa che avveniva sulle rocce e la conducevano in serbatoi sotterranei, vediamo gli acquedotti Romani in contropendenza, le costruzioni ipogee di Malta, i pozzi sacri in Sardegna dove la geometria e la tecnica costruttiva si armonizzano con eccellenza inarrivabile per i nostri giorni, le cattedrali Gotiche ecc….. sono esempi dove l'opera umana è simbiosi con l'elemento naturale ed addirittura ne esalta le qualità.
E' possibile tornare a quella simbiosi? all'Era dell'Oro?, rispettare il patto di prendersi cura del giardino?
Vi lascio con questa domanda dalla quale dipende il nostro presente e futuro……. non ci sono scuse per nessuno per tirarsene fuori………. ed alla quale io rispondo con un fiducioso sì.