ECOLOGIA ED ECONOMIA

01.11.2023

Le parole economia ed ecologia occupano sempre più spesso i titoli dei giornali e dei telegiornali, e sempre più spesso vengono collegate l'una all'altra. Difatti è interessante osservare come quanto più la crisi economica avanzi, quanto più la risposta appropriata risieda nell'ecologia. Ad esempio sembra che la via di uscita per la crisi del settore auto sia la realizzazione di auto ecologiche, la sorte del settore energetico sia collegato alle fonti di energia rinnovabili, l'edilizia potrà risollevarsi grazie alle ristrutturazioni ed alle nuove costruzioni a basso consumo energetico ed a basso impatto ambientale. Mi pare che ormai sia abbastanza condivisa l'idea per cui la svolta ecologica sia l'unica via praticabile per uscire dalla crisi economica globale.

A mio parere però la vera domanda da fare è: siamo ancora in tempo e ci sono le risorse per avviare tale svolta?

Difficile che qualcuno sappia rispondere a questa domanda. I governi mondiali si stanno dimostrando impreparati alla situazione, i sussidi al settore bancario ed al settore auto ne sono la prova. A cosa serve dare aiuti economici all'industria dell'automobile quando in realtà sono i cittadini che non hanno le risorse per acquistare l'auto nuova?

Forse sarebbe meglio impiegare le linee di produzione dell'auto ed il personale annesso per realizzare invece pannelli solari, sonde geotermiche, pale per sistemi eolici, caldaie a condensazione ecc.. tutti sistemi per la produzione di energie rinnovabili che poi lo stato potrebbe acquistare per dotarne gli edifici pubblici (scuole, uffici comunali, ospedali, strutture pubbliche in genere ecc..). questo sarebbe un approccio intelligente di come fornire aiuti pubblici. Un approccio positivo oltretutto, garantire il lavoro a fronte di impegno ecologico e sociale, per l'ambiente e per le generazioni future.

Qualcuno potrebbe obbiettare che non è tecnicamente fattibile la riconversione di una linea industriale di produzione per passare da un prodotto ad un altro, ma in realtà analizzando la storia si può vedere come è stato possibile in passato, con le sue difficoltà certamente, ma si è visto, tanto per fare un esempio, le prime industrie mondiali passare in tempo di guerra dalla produzione di auto e motori alla produzione di armi.

Più che mai ora è tempo per capitani coraggiosi, per chi guarda ad un futuro a lungo termine ed è pronto ad affrontare la tempesta, per chi sa che il legame con la natura è profondo e nell'ultimo secolo la collettività umana, detta civilizzata, se ne è allontanata troppo con le dannose conseguenze climatiche attuali.

"Ma cosa posso fare io oggi?" è la domanda del 99% della popolazione, che è poi la gente comune che si incontra per strada, davanti alla scuola, al bar ecc…, la risposta è che innanzi tutto si può parlarne, dare il proprio contributo intellettuale, sensibilizzare gli altri, partecipare a diffondere un messaggio positivo…. le soluzioni poi arriveranno e saranno rivolte ad un ritorno al vivere naturale (biologico), ad un vivere semplice (che eviti i lussi, la moda, gli sprechi che hanno portato solo iniquità), ad un modo di intendere lo sviluppo ecologico e solidale. Io personalmente ho grande fiducia nell'umanità, nei bambini di oggi che saranno le prossime generazioni per un futuro luminoso.

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